
Questo post mi è stato proposto da Sergio e non mi sono sentito di tirarmi indietro.
Questa volta sarebbe troppo facile additare i cani, in modo particolare determinate razze, come animali feroci e aggressivi? per questo motivo, amando gli animali non esprimo nessun giudizio? tanto qualsiasi cosa venga detta, in questo momento, si avrebbe comunque torto?
Riporto quindi quanto scritto da:
Marcello Cutugno, educatore cinofilo, sul sito animalieanimali:
Ciao Licia, mi chiamo Marcello. Sono un po’ scoraggiato, perche’ per l’ennesima volta la cattiva informazione basata solo sulla cronaca non sta aiutando il cane e i suoi proprietari. Mi riferisco ai quotidiani fatti di cronaca legati alle aggressioni che nelle ultime settimane stanno riempiendo giornali e notiziari.
Sicuramente avrai ricevuto numerosi messaggi a tal proposito. Chi ti scrive e’ un’educatore cinofilo che lavora quotidianamente sul creare il giusto rapporto cane-uomo. E non voglio soffocarti con concetti tecnici che spiegano perche’ un cane puo’ arrivare ad essere aggressivo. Non e’ mia intenzione darti una lezione cinofila. Ma aiuta questo animale ad essere conosciuto in maniera corretta. Il rischio e’ che chi ci governa per far tacere il tutto adotti provvedimenti sbagliati.
Il vero problema e’ combattere il vero male L’IGNORANZA. Tu hai li strumenti, ti prego usali.
Licia i tuoi programmi sono bellissimi, ma forse in questo momento quando presenti un cucciolio sara il caso di spiegare cosa vuol dire SELEZIONE E SELZIONE CARATTERIALE, far capire che esistono delle tappe nella vita del cane che se non vengono rispettate il rischio e’ di avere un soggetto poco equilibrato anche nell’istinto-impulso: aggressivita’. Finisco, perche’ sicuramente ne saprai piu’ di me.
Scusa lo sfogo, ma in questo momento ci sono 7.500.000 di cani censiti che rischiano di essere eticchettati come aggressivi.
Adriano Celentano, cantante:
Botta e risposta tra il ministro della Salute Livia Turco e Adriano Celentano sulla vicenda della bimba di nove mesi uccisa a Torino da due rottweiler mercoledì scorso. Alla lettera inviata al ‘Corriere della Sera’ in cui il Molleggiato criticava l’ordinanza del ministro a tutela dell’incolumità dei cittadini, affermando di ritenere soggetti pericolosi ”i padroni e non i cani”, il ministro Turco ha risposto che ”l’ordinanza per la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione di cani, come tutte le norme, è migliorabile”.
”Si tratta – ha aggiunto la Turco – di un?azione provvisoria in attesa di una profonda revisione normativa su tutta la materia del rapporto tra uomo e animali domestici alla quale stiamo già lavorando”. La norma, spiega il ministro, “è nata con lo scopo primario di tutelare l?incolumità delle persone da eventuali aggressioni dai cani e, nello stesso tempo, per tutelare anche i cani da comportamenti e scelte violente e incivili nei loro confronti da parte dei proprietari (come il loro addestramento alla violenza, l?incrocio tra razze per esaltarne le caratteristiche violente, il taglio della coda, delle orecchie e la recisione delle corde vocali)”. ”L?amore e l?attenzione per gli animali domestici – prosegue il ministro – non devono farci dimenticare che essi possono comunque avere comportamenti e reazioni non sempre prevedibili e ciò anche in condizioni normali e di apparente armonia nella convivenza tra animali e essere umani”.
Anche se d’accordo con lo showman nel ritenere l’ordinanza “migliorabile”, su un passaggio dell’articolo di Celentano, però, la Turco prende le distanze: “Nel suo intervento – sottolinea il ministro – lei dà una visione buia, angosciosa e senza speranze della nostra società. A questa voglio provare a contrapporne un?altra, dove il vicino è amico, lo straniero è un gradito ospite e un possibile futuro concittadino e i cani, questi splendidi animali generosi e coraggiosi, solo grandi e insostituibili amici e compagni di vita”. Nella lettera, il Molleggiato si era chiesto ”quante saranno ancora le vittime che avrà sulla coscienza chi potrebbe evitare, attraverso una legge severa, che stragi di questo tipo accadano”. Il ministro Livia Turco, aveva affermato lo showman, ”ha dimenticato che la razza più aggressiva non sono i cani, bensì i loro padroni, orgogliosi di essere difesi da una bestia feroce che al minimo accenno è pronta a sbranare chiunque”. Riferendosi all’ordinanza emanata dal ministro della Salute, Celentano sottolineava: “Gli esami dell’educazione, del rispetto delle regole, dell’altruismo non solo per le bestie ma anche verso i propri simili. Per cui – concludeva rivolgendosi direttamente alla Turco – lei si deve rimettere al tavolo e riscrivere l’ordinanza nel modo corretto per un popolo scorretto. Le alternative sono due: o si mettono fuorilegge le razze aggressive a partire dall’uomo oppure infliggere, oltre alla prigione, delle forti sanzioni, naturalmente a seconda del reddito che uno ha”.
e per terminare ecco Diana Panciotti, Fondo Amici di Paco:
So che ora mi attirerò le ire degli animalisti a oltranza, quelli per i quali i cani e gli animali in genere hanno solo diritti e basta. Però stavolta la misura è colma.
Mi dispiace tremendamente per il dolore di quei poveri genitori, però credo che a volte qualcuno le disgrazie se le vada a cercare. Chi conosce i cani sa che non sono tutti uguali, così come gli umani. Non nascondiamoci dietro un dito: certe razze sono più… non diciamo aggressive, sennò qualcuno si offende… allora diciamo “territoriali”?
Ci sono razze con un temperamento molto forte (i Rottweiler sono tra questi), che hanno bisogno di polso, mano ferma, profonda conoscenza delle loro caratteristiche caratteriali (scusate il bisticcio di parole). Se un cane così non lo si sa gestire, allora meglio fare senza.
Certo, una bella coppia di Rottweiler che pattuglia il giardino ti fa sentire protetto, per carità… a volte ti fa anche sentire più “figo”.
Immagino già il vespaio che solleveranno queste mie parole. So che la stragrande maggioranza dei “proprietari” (uso un termine che odio, ma stavolta faccio un’eccezione) di cani delle cosiddette razze pericolose è convinta di avere in casa degli agnellini. E spesso è proprio così.
Se tirati su cercando di non stimolare la loro aggressività, anche questi cani sono, come tutti i cani, ottimi compagni di vita. Ma a volte capita che, o per ignoranza (nel senso che si ignora come va gestito un cane), o per leggerezza o per il gusto di fare del proprio cane una micidiale arma di difesa, i cani di determinate razze si prestano più delle altri a combinare guai. Anche seri.
E non a caso agli “onori” della cronaca balzano sempre i Rottweiler, i Pittbull e i meticci derivati da incroci di queste razze.
No, non sto dicendo che voglio che si mettano al bando queste razze, come qualcuno anni fa aveva auspicato. Allora io per prima mi ero ribellata all’idea. Su “Amici di Paco” avevo anzi riportato un brano tratto dal mio libro “Paco, diario di un cane felice”, intitolato “DIVENTEREMMO FEROCI ANCHE NOI.” In questo brano dicevo, anzi, facevo dire al mio Paco:
“Proviamo a metterci nei loro panni, anzi, nel loro pelo, in quello di questi poveri Pit- bull, additati ormai come mostri assetati di sangue. Proviamo, fin da piccoli, ad essere privati di coccole e carezze. Proviamo a vivere tutto il giorno in gabbie buie e anguste. Proviamo a essere rinchiusi in un sacco e presi a bastonate. Proviamo a ricevere scariche elettriche là dove fa più male. Proviamo a essere drogati con sostanze che scatenano l’aggressività. Proviamo a restare a digiuno per giorni interi. Proviamo, così affamati, a doverci sfamare catturando prede vive e sanguinanti (conigli, galline, gatti…).
Proviamo, dopo tutto questo e ancora di più, a essere liberati in uno spiazzo e a trovarci davanti un altro disperato come noi, armato fino ai denti, che sa, come noi, di poter sopravvivere solo eliminando chi gli sta di fronte: il nemico. E provate a non ammazzarlo: se non vi ammazza lui, vi ammazzerà di botte il vostro padrone. E provate ad ammazzarlo: riceverete complimenti, pacche sulle spalle, premi speciali. Avrete, finalmente, la riconoscenza del vostro padrone. E sarete felici, perché è solo quella che conta per voi, a questo mondo. Questo mondo che non vi offre altro che due possibilità: uccidere o essere uccisi. Dite, non diventereste feroci anche voi?”
Tutto vero, e lo sottoscrivo ancora. Ma il problema è che se certe persone si prendono un cane di un certo temperamento e poi non si prendono la briga di farlo socializzare, di insegnargli le regole del vivere civile, se lo “usano” solo come guardiano da tenere in giardino, senza nessuna interazione con gli esseri umani, poi succedono i guai.
E poi vorrei sapere come si fa a lasciare una bambina di pochi mesi in balia di due Rottweiler adulti, ma anche di qualsiasi altro cane. Lo sanno tutti che il rapporto tra bambini e cani è di solito meraviglioso e formativo. Ma va sempre tenuto d’occhio da una persona responsabile, che sappia gestire la situazione ed eviti situazioni di incomprensione come quella che, di certo, si è verificata a Rivara.
Perché di solito si tratta proprio di questo: incomprensione tra il nostro linguaggio e quello dei cani, incomprensione che può far scattare reazioni abnormi e per noi inspiegabili. E allora, se non siamo sicuri di conoscere fino in fondo i nostri cani, dobbiamo avere delle accortezze e metterli in grado di esprimere solo le loro potenzialità positive e non metterli mai in condizioni di doversi comportare in modo aggressivo solo perché noi non abbiamo saputo educare, prevenire, rispettare. Rispettare la loro natura, che è diversa dalla nostra, e che a volte può esprimersi in modi per noi inconcepibili.
Ricordiamoci che se i nostri cani non sono bravi cani, la colpa è nostra.
Detto questo, voglio esprimere tutto il mio dolore per la fine assurda di quella povera bambina e auspicare che da domani non si legga su tutti i giornali che i cani sono pericolosi. E di non vedere, quando vado in giro con i miei cani, che tengo sempre al guinzaglio (un dolcissimo ma gigantesco Leonberger e un Segugino di cinque mesi che da grande sarà di una certa mole), gente che scappa e allontana i figli perché oggi a Rivara due cani hanno ucciso una bambima.
I cani non sono degli assassini. Sono gli umani, a volte, che sono dei deficienti.
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